martedì 18 agosto 2015

Il viaggio continua...

Eccomi qui, finalmente ora ho internet , mobile, ma quanto basta per pubblicare qualcosa sul mio novello blog che rischiava di essere abbandonato subito dopo esser stato creato.
Vediamo...da dove cominciare?
Beh, direi dal principio cioè dal mio terzo giorno qui in Estonia.
Il terzo giorno è stato decisamente il peggiore fino ad ora nonchè il più lungo. Mi sono svegliato piuttosto presto la mattina, la missione del giorno era "internet": dovevo reperire più informazioni possibile o , in caso, concludere direttamente i contratti per quanto riguardava l'abbonamento internet a casa e quello del telefono.
La mattina mi decido così di intraprendere una lunga camminnata verso il centro della città nella speranza di incontrare qualche negozio di Tele2 o Elisa, che sono i principali provider per telefonia mobile , mentre già sapevo dove erano situati degli uffici della Starman e
della Stv che sono invece le principali compagnie per l'internet domestico. Premetto che i siti di tutte queste compagnie li avevo già visitati ma , essendo in estone o in russo, mi erano stati di poco aiuto.
Il primo ufficio presso il quale mi reco è quello della Starman. Da fuori sembra tutto chiuso e , cosa peggiore, sembra essere semplicemente una base operativa, non certo un luogo aperto al pubblico. Secondo la mia solita attitudine alla timidezza, decido di andarmene consolandomi che provvederò a mandare una mail.
Succede praticamente la stessa cosa all'ufficio della Stv , e dunque decido di camminare ancora sulla strada che mi collega con il centro della città dal quartiere di Kristiine. Abituato a Roma, dove su una stessa via ci saranno 4 o 5 di negozi di telefonia mobile, cammino
speranzoso finchè, dopo quasi 1 ora intera , arrivo a un punto dove la strada si fa poco percorribile a piedi e soprattutto inizio a stare un bel po' lontano da casa. Abbattuto, decido di tornare verso la zona conosciuta fermandomi però davanti all'entrata della biblioteca dell'università dove posso sfruttare il wifi e dunque cercare dove siano questi dannati negozi.

Scopro dopo vari tentativi che questi si trovano praticamente solo all'interno dei centri commerciali e , facendo una stima ad occhio, il più vicino era il Jarve Keskus, che si trova nel distretto di Nomme, poco prima del lago Ulemiste. Decido così di andare a piedi e scoprire un altro angolo di
città. La strada per arrivarci è tanto bella quanto poco pratica per camminare. Fino ad un punto si cammina comodamente su una ciclabile che, come praticamente ovunque, costeggia bellissimi parchi (Ehitajate tee) e giardini. Arrivato ad un incrocio però ho dovuto svoltare
su una strada che sembrava essere fuori dal mondo, come se fossimo in campagna. I palazzi si sono trasformati in ville/villette e ho dovuto attraversare binari del tremo che mi hanno dato l'idea di essere veramente fuori dalla città. Dopo circa 45 minuti di cammino raggiungo questo grande centro commerciale sulle cui pareti noto le insegne di Tele2 e Elisa. "Ce l'ho fatta!" penso, "stasera avrò
internet almeno per chiacchierare con i miei amici a 2500Km di distanza" . E invece così non fu. Infatti, entrato nel negozio , come un idiota sono partito sparato chiedendo i pacchetti , quelli che noi chiameremmo i contratti, e la commessa giustamente mi ha detto che per farli servivano i documenti estoni. In quel momento, appunto come un idiota, non mi è venuto in mente di chiedere se ci fossero
alternative per il quale bastavano i documenti del mio paese Natale e me ne sono semplicemente andato. 45 minuti di ritorno e passa la paura. Nel tragitto oltretutto avevo comprato due bottigliette d'acqua che pensavo fossero naturali e invece erano "Carbonated" , qualsiasi dannata cosa questo significhi. Fatto stà che l'acqua aveva un sapore quasi dolce oltre ad essere frizzante, e ho bevuto solo
quanto bastava per non morire di sete.
Diciamo che dunque a fine giornata ero stanco morto, in tutto avevo camminato più di 3 ore e mezza e non vedevo l'ora di buttarmi a casa e farmi una bella dormita fino alla mattina dopo.
Così, dopo essermi preparato una cenetta leggera a base di verdure (ok, è vero che non se ne trovano tante quante in Italia ma sono molto buone) mi sdraio sul divano pronto a vedermi un filmetto quando, grazie alla capacità di vedere movimenti che solo anni di World of
Warcraft possono portare, noto uno strano movimento sotto il mobiletto della cucina.
Dentro di me sapevo già di cosa si trattasse, ma ho voluto comunque sperare che fosse una mia allucinazione dovuta a stupefacenti presenti nell'acqua carbonata. Ahimè, dopo qualche altro secondo, i miei sospetti sono stati confermati: blatte. Blatte dentro casa mia?
Blatte a 1.5m dal mio letto?
Mi sono subito chiesto come diavolo ho fatto la notte prima a dormire e non vederle. Guardo l'orologio, erano le 22 passate, questo vuol dire che i supermercati qui vicino, che fanno 8/9-22 tutti i giorni, sono chiusi. Dirò "diamine", ma in realtà ho tirato giù tante di
quelle bestemmie che penso di averle insegnate al vicinato.
Devo decidere cosa fare: sono solo, non ho nulla per ucciderle e dovrò vincere lo schifo che provo per gli insetti.
Per buone due ore decido di restare sveglio e di ricacciare sotto al mobile ogni blatta che mette la testa fuori dall'ombra. Elaboro un piano ancora migliore: stare sveglio fino alle 7.30, uscire e andare a comprare roba per ucciderle, tornare e dormire.
Ovviamente dopo una giornata del genere ero sfinito, verso le 2.30 inizio ad accusare molto la stanchezza e solo lo schifo può tenermi sveglio. Tento allora di fare una mossa drastica: il mio palazzo ha una portineria aperta 24/7 , chiederò a loro se hanno un insetticida.
Mi vesto e scendo al piano terra. Guardo dentro la portineria e vedo un donnone dai tratti russi che sento russare da dietro i vetri.
Busso molto timidamente. Niente. Riprovo alcune volte. Niente. Temporeggio un po'. Nel frattempo noto un foglio scritto in estone e in russo sulla portineria che deduco contenga informazioni sulla vendita di un insetticida per 2 euro proprio in portineria. Traduco qualcosa con il dizionario in locale installato sul mio caro e vecchio tablet e confermo la mia intuizione.
Decido così di bussare ancora alla portineria. Dopo vari tentativi e lo sguardo incuriosito di vari inquilini del palazzo che stavano rientrando a quell'ora a casa, finalmente si sveglia la signora la quale, scrollandosi velocemente il sonno di dosso, corre ad aprire la finestrella della portineria.
Ovviamente immaginavo che non avesse un inglese da Oxford, ma non pensavo che parlasse solo russo stretto. Cerco invano di spiegarle innanzi tutto che mi dispiaceva averla svegliata, e che cercassi un insetticida. Nonostante la parola tradotta in estone di "insetticida" che la faccio vedere sul tablet non mi capisce. Allora le indico il cartello affisso sulla portineria e , non so come , riusciamo a
capirci . Le gesticolo che andrò a casa a prendere i soldi e scenderò. Mi capisce. Torno giù, e compro due di questi attrezzi. Penso di aver risolto il problema. Torno a casa e scopro che le confezioni di questa roba sono scritte solo in cirillico, e non ho la minima idea di come si usino. Sono siringhe di una sostanza giallastra, una scatola dovrebbe bastare fino a 70m^2 , da quello che diceva il cartello
sotto, fatto sta che per me due siringhe sono bastate appena per un mobiletto, visto che non avevo idea di come usarle e probabilmente le ho totalmente sprecate.
Ricado nella disperazione più totale, la mia migliore alternativa è svanita di colpo.
Mi metto l'anima in pace e decido di restare sveglio fino alla mattina.
Finalmente, verso le 5 di mattina, noto che per 20 minuti nessun essere immondo si è fatto vedere da sotto la cucina. Deduco che si siano ritirate nella loro tana e , seduto e vestito, mi addormento. Alle 7.30 suona la sveglia che avevo messo la sera prima in maniera del tutto ottimistica. Decido di sdraiarmi almeno un'ora e aspettare almeno le 8.30. Tanto ormai la battaglia sarebbe ricominciata la sera.
Comincia così il mio quarto giorno: con una sveglia alle 8.30 dopo poco più di 3 pessime ore di sonno.
La prima cosa che faccio dopo essermi lavato è uscire e andare a comprare qualcosa per questi maledetti insetti.Mi reco al Konsum, un supermercato vicino casa ed inizio a spulciare tra gli scaffali. Finalmente vedo la confezione da 6 trappole della raid scritta addirittura in italiano, compro quella e uno spray per uccidere le bestie in diretta. I 4 euro meglio spesi da quando sono arrivato.
Torno a casa e seguendo le istruzioni comodamente in italiano piazzo le trappole. Dicevano 4 ogni 12m^2. Io le ho messe tutte e 6 per non sbagliare.In tutto ciò ringrazio il cielo che qui della domenica non frega niente a nessuno e che quindi ho trovato tutto aperto.
Approfittando del fatto che sia appunto Domenica, mi decido a fare un giro per il centro della città che ancora non ho visitato.
Decido addirittura di farmi la "green card" che oltre a non essere quella americana e a non essere il film è una tessera dell'autobus ricaricabile e , in seguito quando avrò i documenti, personalizzabile che mi permetterà di utilizzare dunque i mezzi pubblici gratuitamente.
Prendo così il filobus 3 che mi porta fino a Vadabuse Valjak, o qualcosa del genere, che si trova molto vicino alla città vecchia, e inizio a gironzolare per le strade a caso, buttando un occhio verso i ristoranti visto che si è fatta l'ora di pranzo.
Devo dire che la città vecchia è molto suggestiva, i vicoli e gli scorci sono molto carini e i palazzi affascinanti. Nonostante ci siano molti turisti -tra cui, molto riconoscibili, qualche italiano- non la trovo caotica. Giro per quasi un'ora completamente randomicamente per tutte le viuzze e i vicoli che trovo, costeggio le mura, entro nei giardini, salgo, scendo, decido di perdermi lì in mezzo. Arrivata
l'ora in cui la fame si faceva sentire in maniera più decisa cerco un ristorante. Moltissimi ristoranti italiani, qualche ristorante tipo burger , ma io cerco qualcosa di locale. Chissenefrega di mangiare la pizza o la pasta (per quanto,la margherita a 3 euro mi allettava).
Trovo il primo ristorante nordico che però ha prezzi troppo alti , e decido di proseguire oltre.Dopo un po' trovo un ristorante piuttosto nascosto e leggo sul menù:" Wild boar baked under dough with vegetables and served with cranberry sauce , potato pancakes with diced tomatoes". Non ho la minima idea di come sia, ma mi attira troppo e entro.
Ordino un'insalata a caso dal menù in estone e poi, dopo che la cameriera molto carina e molto gentile mi porta quello in inglese, ordino il mio wild boar. Non sono un amante della carne, ma penso che sia stata una delle cose più buone che io abbia mai mangiato. Eccezionale veramente.
Pago il conto e mi incammino verso casa allungando un po' la strada per fare qualche giretto. La vescica sul mignolo del piede venuta a forza di camminare si inizia a far sentire.
Sulla strada di casa il mio unico pensiero era verificare se le mie adorate trappole della raid avessero funzionato. Tanto era questo il mio unico pensiero che quando passa il tram 3 lo prendo. Esatto. Tram 3, non filobus 3. Grosso errore. Me ne accorgo troppo tardi, ormai il tram è diretto a Tondi. La zona è abbastanza delosata ma carina, per fortuna è piuttosto vicina al quartiere di Kristiine, cerco la strada orientandomi col GPS su google maps e punto alla strada principale di Kristiine, che conosco almeno di vista.
Quando vi arrivo scopro che l'altezza è quasi quella alla quale sono arrivato il giorno prima, che significa altri 45 minuti a piedi.In tutto mi ci è voluta circa 1h e 10 di camminata per tornare a casa.
Oltre alla passeggiata la buona notizia è che trovo qualche blatta morta in giro per casa e deduco che le trappole stiamo funzionando.
La sera non ne esce nessuna e così decido di andare a letto presto per recuperare un po' di sonno, e perchè il giorno dopo , cioè ieri, volevo svegliarmi presto per andare a registrare il mio domicilio e richiedere la carta di identità estone.
Il mio quinto giorno comincia dunque con una sveglia alle 7.30 che diventa facilmente una sveglia alle 9 passate.
Dopo un attento controllo sulla situazione blatte, faccio colazione e mi incammino verso l'università per calcolare con google maps gli itinerari che dovrò percorrere.
Faccio tutti gli screenshot necessari e mi incammino. Coincidenza vuole che l'ufficio dove pensavo di dovermi registrare è vicinissimo alla fermata Vadabuse Valjak dove ero stato il giorno prima, dunque sono abbastanza preparato su come arrivarci (sono cintura nera di
mezzi pubblici a Roma). Trovato l'ufficio chiedo ad una gentile signora che però mi spiega che avendo il domicilio nel distretto di Mustamae , mi devo registrare presso quell'ufficio. La cosa ha anche senso in realtà. Mi da l'indirizzo , mi dice gli orari d'apertura e chiama l'ufficio per confermare che ero ben informato sui requisiti necessari per la registrazione. Dopo aver ricevuto l'ok, la saluto e
mi incammino. Vado ad una fermata dell'autobus che fortunatamente aveva il wifi (TallinnWifi) . Calcolo la strada per recarmi presso l'ufficio e vado. Arrivo alle 12.01, sapevo che l'ufficio faceva pausa dalle 12 alle 13. Non un gran problema comunque, vicino c'era un centro commerciale e decido di farmi un giro lì, mangiare qualcosa e poi tornare. Nel centro commerciale Prisma (Kristiine Keskus) trovo a sorpresa un negozio Tele2. Avevo letto su Facebook nel gruppo del mio MSc che alcuni ragazzi stranieri avevano fatto una prepagata per internet, così, forte di queste informazioni stavolta non mi faccio sorprendere. Ottengo quello che voglio: 3.49euro per 5 GB in una
settimana e poi con 9.49 Euro avrò 15GB in un mese. Ottimo. Mentre aspetto la mezz'ora di attivazione della scheda vado a cercare un posto dove mangiare. I ristoranti erano 3: uno strapiedo dal quale sono scappato, uno con il menù solo in estone che non avevo idea di cosa vendesse e una pizzeria. Preso dalla nostalgia e un po' dalla voglia decido di mangiarmi una pizza. Entrando la signora che penso fosse la padrona del locale mi guarda con occhi spalancati quando le dico in inglese che volevo mangiare, così interviene la figlia che lo parlicchia e mi prende l'ordinazione. La scelta della pizza è stata difficile, gli ingredienti erano in estone ma i nomi erano in italiano. Dopo aver dato un'occhiata ordino una 'marinara', la pizza più semplice del mondo. In Italia, forse, perchè qui, come ha senso che sia, per marinara la intendono con i frutti di mare. Dunque ottengo una pizza con mozzarella prosciutto cotto, gamberetti e cozze.
Devo dire che non era neanche male, nè la pasta della pizza nè la pizza in sè. Mi chiedo perchè ci sono arrivati gli estoni a capire che marinara non può essere la pizza rossa con aglio e noi no. Ma va bene così. Mangio e ritorno all'ufficio del distretto.
Chiedo indicazioni ad un signore molto gentile che parla un inglese stentato ma decente. Prendo il numeretto e vengo immediatamente chiamato. In tutto ci metto 6 o 7 minuti per fare tutta la procedura, i moduli sono in estone ma la signora che mi svolge la pratica oltre a parlare un buon inglese mi traduce voce per voce. Completata la registrazione mi sento sollevato quando mi viene detto che dal giorno successivo avrei potuto richiedere la carta d'identità, questo mi fa sentire più innocente per non essere riuscito a fare entrambe le cose nello stesso giorno.
Torno a casa e mi preparo la mia cenetta a base di uova. Faccio notare che il guscio delle uova estoni deve essere fatto con i carri armati avanzati dopo l'indipendenza dall'unione sovietica, visto che per romperlo tocca praticamente tirarle contro un muro (portante, se di carton-gesso io eviterei). Nonostante ciò, riesco a cucinarle e ceno mantenendo un occhio puntato sul sotto del mobile della cucina che però , da più di 12h , non dava segni di vita.
Per concludere la serata in bellezza mi vedo Natale sul Nilo sdraiato sul letto/divano essendo questo uno dei film trash che preferisco nonchè uno dei pochi film che ho sul portatile (Miss ya , popcorn time).
Fatto ciò e nel mentre chiacchierando con qualche italico amico, mi ritiro.
La giornata di oggi è stata produttiva e tranquilla. Ho dichiarato vittoria definitiva sulle blatte, che non si vedono da più di 36h , e sono andato a richiedere la carta di identità.
Ora, se dicessi "ufficio immigrazione posto nel peggiore quartiere della città" probabilmente a molti di voi verranno gli incubi. Ricordo ancora l'autobus, mi sembra fosse il 442 , che passa a Rebibbia con destinazione ufficio immigrazione e non voglio neanche immaginare il disagio che vi si trova.
Molto diverso invece è l'ufficio in Sole 61a, posto nel quartiere di Pohja , quello del porto. Nonostante la zona non fosse granchè e si notasse la differenza con zone un po' più ricche, l'ufficio era totalmente funzionante, pulito, con 22 sportelli aperti su 22, molto personale , scritte in estone russo e inglese e con arredamento visibilmente moderno o nuovo. La sala era ovale e al centro c'erano
tavoli con attorno sedie o divanetti , sui tavoli c'era materiale informativo e libri per bambini per far passare loro il tempo. Voglio far notare che mi era necessaria una fototessera per questa pratica e che per farla non ci sono come da noi le macchine che ti sfilano 5 euro per 233 foto di cui solo 4 utili, ma ci sono due macchine automatiche e gratuite all'interno dell'ufficio le quali scattano foto ma non le stampano, le inviano a un database dove restano per due settimane , e in questo lasso di tempo la foto può essere usata per tutte le pratiche online o presso gli uffici pubblici che si vuole.
Comunque, dopo non più di 10 minuti di fila vengo chiamato ad uno sportello dove una signora che parlava un buon inglese e molto gentile mi fa compilare tutte le pratiche tra cui un'application al "welcome program" che consiste in un programma gratuito volto a facilitare agli stranieri le pratiche burocratiche e a insegnare loro le basi dell'estone. Decido di farlo perchè mi sembra una buona occasione.
Fatta la pratica mi incammino nuovamente verso casa e poi vado a fare un po' di spesa, voglio mangiare un po' di pasta. Purtroppo,almeno a Konsum, passate di pomodoro o comunque sughi non pronti non se ne trovano. Decido allora di comprare un paio di sughi pronti e una
confezione di pesto che è in una bottiglietta spremibile tipo ketchup.

Pensavo fossero peggio i sughi pronti in realtà , invece sono del tutto mangiabili, oltre che oggettivamente comodi.
Dopo aver fatto questo pranzetto all'italiana, mi sono pulito tutta la mia mini-casa da cima a fondo e poi mi sono messo a scrivere questo lungo resoconto, anche solo per sentire meno la solitudine di stare in un paese straniero da solo senza conoscere nessuno nè la lingua locale.
Attendo con ansia il 26 Agosto quando cominceranno i giorni di orientamento all'università e finalmente potrò conoscere qualche povero sfigato che sta nelle mie stesse condizioni (e qualche bella estone?).

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