Eccomi qui, qualche giorno di ritardo ma non ho abbandonato il mio blog.
Questi 3 giorni sono stati abbastaza pieni rispetto allo standard in cui mi potevo permettere di andare 2 o 3 volte al giorno al supermercato giusto per riempirmi la giornata.
Mercoledì è iniziato con una pigrizia allucinante. Avevo la spesa fatta dai giorni prima, come dicevo, e non avevo nessun appuntamento o pratica da svolgere con urgenza, perciò me la sono presa veramente con tutta calma.
Mi sono alzato tardi, ho pranzato tardi e fatto tutto tardi senza la minima preoccupazione, pensando solamente ai fatti miei.
Nel pomeriggio però qualcosa ha smosso le acque. No, non la lettera della società elettrica (detta così suona da monopoli ma non saprei come altro chiamarla) che mi intima di fare un contratto altrimenti mi staccano la corrente, quella è arrivata ieri, il giorno dopo.
Il tutto è avvenuto su Facebook nel gruppo del Master che mi sto accingendo a prendere. Infatti un ragazzo ha detto di essere arrivato qui a Tallinn e di essere da solo e senza nulla da fare. Nonostante la mia innata asocialità ho fatto l'italiano e ho proposto a lui e a tutti coloro i quali fossero già in città soli come cani e senza niente da fare di andare a prendere una birra nel pub vicino l'università. Quello della carbonara buona e delle commesse affascinanti, per capirci.
L'appello è stato recepito con favore e in primis ho conosciuto il ragazzo di cui sopra, un afghano 27enne smilzo e molto più 'cazzone' di quanto non si direbbe a prima vista. L'ho portato a fare un giro della nostra nuova università, mostrandogli i giardini, la biblioteca e il campus e poi abbiamo aspettato davanti al pub gli altri che sarebbero dovuti venire.
Il secondo arrivato è un altro ragazzo 27enne egiziano che ha studiato anche in California e che penso avesse muscoli per tutti e 3. Insieme abbiamo deciso di aspettare gli altri -ammesso che ci fossero- dentro al pub, visto che si era fatta un'ora tarda e avevo precedentemente concordato con il ragazzo afghano che avremmo cenato nel locale (lui stava morendo di fame alle 19, erano ormai le 20.45).
Entriamo nel locale e loro due si chiedono, ridendo, se bevessero alcolici (suppongo perchè entrambi provenienti da paesi islamici) e a quanto pare si, entrambi li bevono. Sotto mio consiglio il tipo afghano ordina una carbonara e io prendo una bolognese (ho scoperto che sono fissati con il ragù all'estero...), ordiniamo le birre e via.
Dopo che avevamo finito di mangiare (io tutto il piatto e lui metà, d'altronde ci doveva essere un motivo per il quale era così magro) arriva un quarto membro della compagnia: un turco 26enne ingegnere informatico come me.
Siamo rimasti a chiacchierare fino alle 23.30 circa quando gli altri, che dovevano tornare a casa con gli autobus hanno giustamente palesato tale urgenza.
Il fatto curioso è che l'afghano ha preferito chiamare un taxi perchè 'era sera'. Io adesso non voglio scadere nei luoghi comuni, ma dopo aver vissuto a Kabul per anni, non sei sicuro a Tallinn?!
Ad ogni modo siamo tornati a casa ognuno col rispettivo mezzo (i piedi, nel mio caso) ed è terminata così una giornata nata fiacca e terminata eccitante.
Devo dire infatti che tutti quanti mi sono sembrati tipi svegli e di un carattere compatibile col mio (che non è facile). Ovviamente è molto stimolante il parlare con persone di cultura diversa , dunque potrei essere fuorviato, ma chissenefrega in ogni caso.
Si conferma inoltre il fatto che molto probabilmente sarò il più giovane di tutto il corso.
La mattina successiva, ieri, era l'indipendence day estone , festa nazionale. Alle 10 di mattina mi scrive Muhammad (così si chiama il ragazzo afghano) che mi chiede se avessi fatto già colazione e se lo avrei accompagnato al centro della città, perchè doveva cambiare i soldi , visto che era partito solo con dollari americani.Accetto volentieri la proposta e decido di fargli un minimo da Cicerone, per quanto possibile , utilizzando l'esperienza che mi ero fatto nei giorni precedenti. Lo porto a fare la tessera dell'autobus e mi rendo conto poco dopo che il sistema di trasporto pubblico non gli è famigliare. Mi sono sinceramente chiesto se lo abbiano a Kabul, anche se forse potrei chiederlo ai centinaia di nostri soldati che sono lì a portare la guerra...
Nonostante le difficoltà riusciamo ad arrivare al centro della città, ma non andiamo nella Old Town, andiamo verso la parte moderna.
Anche questa zona della città è molto bella a dire il vero, piena di grattacieli (o comunque palazzi altissimi) tutti in vetro. Ci dirigiamo verso un enorme centro commerciale (Keskliin Keskus) dove dovrebbero esserci dei cambiavalute.
Come entriamo mi rendo conto che mi innamorerò di metà delle ragazze che avrei incontrato di lì a poco, e invece mi sbagliavo:erano i due terzi.
Nonostante le varie pause di osservazione M. riesce a cambiare i suoi soldi a un tasso anche piuttosto conveniente e a comprare una sim per il telefono.
Completati questi doveri, decidiamo di andare alla ricerca di un posto dove mangiare che sia allo stesso tempo buono ed economico.
M. non ha mai mangiato nordico,nè italiano, nè giapponese nè americano, dunque mi prendo carico del duro fardello di decidere dove mangiare.
Ovviamente per me la scelta del ristorante è cruciale, dunque abbiamo camminato circa 1h prima di trovare un ristorante che facesse per noi. Io leggo il menù e , nonostante non avessi capito che tipo di cucina fosse, decido di entrare.
Poco dopo avrei scoperto che era cucina vietnamita, e credo che il piatto che mi sono mangiato fosse pollo con peperoni, cipolle, porro e non ho idea di cosa altro, ma comunque era buono e me lo sono finito.
M. ha mangiato poco come, deduco, suo solito e ha provato per la prima volta la salsa di soia (mentre io ne abusavo gli è sorta la curiosità).
Una delle cameriere era molto carina e dunque sono stato molto propenso a fare da intermediario per entrambi.Dividiamo il conto e ce ne andiamo. Lui comincia ad accusare la stanchezza, così decidiamo di avviarci verso le rispettive case.
Avendo capito la poca dimistichezza che aveva con gli autobus, lo accompagno alla fermata dell'autobus che l'avrebbe condotto in albergo e aspetto con lui che passi l'autobus giusto, dopodichè torno a casa.
E' qui che scopro della lettera della società elettrica e, il tempo di tradurla con google translator (era rigorosamente in estone), capisco cosa avrei dovuto fare il giorno dopo.
Mi sono baloccato per casa fino alla sera quando, dopo cena , mi sono visto un altro dei pochi film che ho sul portatile, Immaturi - Il viaggio. Devo dire che non me lo ricordavo benissimo e mi è anche piaciuto. Un complimento speciale ad Anna la spagnola è d'uopo, ovviamente.
Finito il film, controllata la situazione blatte, me ne sono andato placidamente a dormire.
Stamattina mi sono alzato svogliatamente, ma sapevo che andare al customer center della società elettrica per aiutarmi a compilare il contratto era un must.
Così, dopo una doccia e qualche capriccio, mi incammino. Oggi alle 12.18 mi scadeva la tessera dell'autobus e , per quanto penso che i controllori qui siano una leggenda metropolitana, non mi va di fare il furbo. Per fortuna sono partito da casa verso le 10.30, arrivando a destinazione circa mezz'ora dopo.
Arrivato il mio turno , mi trovo a parlare con una bellissima ragazza (o signora? Secondo me era 35enne) estone che parlava poco inglese e non faceva altro che scusarsi per questo. Francamente per me, come le ho detto, l'importante era capirsi e soprattutto non sono io certo un conferenziere di Oxford (ho tralasciato la parte che era così affascinante che non le avrei mai detto nulla nella storia). Comunque, anche con la barriera linguistica, riesco a concludere questo contratto e saluto calorosamente la ragazza che continuava a scusarsi facendole capire che mi è stata molto utile e che la ringraziavo molto.
Tornato a casa mi preparo un pranzo al volo, la solita pasta - altrimenti mi andava a male il sugo della Barilla - e poi decido di andare a completare un'altra missione: internet a casa.
Sono andato esattamente all'ufficio della STV che pensavo non fosse per i clienti scoprendo che invece è solo per i clienti! Ho parlato prima con una ragazza che mi ha indirizzato alla collega perchè lei non parlava bene inglese. Purtroppo l'offerta che volevo (30/10 Mb/s D/U per 8 euro al mese) non potevo farla avendo un contratto di casa solo per un anno, così mi sono dovuto accontentare di una 10/10 a 15 al mese. Lunedì , se ho capito bene, dovrebbe venire il tecnico a casa per configurare il tutto. Mi chiedo cosa ci sia da configurare se dentro casa mi entra solo un cavo LAN, che dovrò attaccare direttamente al pc (o forse con un router riuscirò a fare una sottorete wifi,chi lo sa) , ma non fa niente.
Completate le ultime due missioni burocratiche rimaste (ad eccezione del conto in banca , e non mi soffermerò sulle ragazze della SwedBank perchè altrimenti venite ad aprire il conto e mi fate trovare la fila) me ne torno a casa , la pulisco a fondo , preparo una misera cena con quello che è rimasto nel frigo e mi metto qui, a scrivere, prima di vedere uno dei due film rimasti a disposizione (5 giorni fuori e gli stagisti). Ora vi lascio che devo decidere.
P.s.
Se fossi in voi mi sarei chiesto "ma possibile che dovunque va questo c'è sempre ' la ragazza di..' , 'la commessa di..' ecc..?". Ebbene, non ho idea di quello che facciano gli uomini in Estonia, perchè nei negozi, sugli autobus, in banca, nei ristoranti ci sono solo ed esclusivamente donne. Forse gli uomini curano la struttura informatica , visto che le donne non sanno programmare ? Era una battuta. *scappa via dalle femministe*.
Questi 3 giorni sono stati abbastaza pieni rispetto allo standard in cui mi potevo permettere di andare 2 o 3 volte al giorno al supermercato giusto per riempirmi la giornata.
Mercoledì è iniziato con una pigrizia allucinante. Avevo la spesa fatta dai giorni prima, come dicevo, e non avevo nessun appuntamento o pratica da svolgere con urgenza, perciò me la sono presa veramente con tutta calma.
Mi sono alzato tardi, ho pranzato tardi e fatto tutto tardi senza la minima preoccupazione, pensando solamente ai fatti miei.
Nel pomeriggio però qualcosa ha smosso le acque. No, non la lettera della società elettrica (detta così suona da monopoli ma non saprei come altro chiamarla) che mi intima di fare un contratto altrimenti mi staccano la corrente, quella è arrivata ieri, il giorno dopo.
Il tutto è avvenuto su Facebook nel gruppo del Master che mi sto accingendo a prendere. Infatti un ragazzo ha detto di essere arrivato qui a Tallinn e di essere da solo e senza nulla da fare. Nonostante la mia innata asocialità ho fatto l'italiano e ho proposto a lui e a tutti coloro i quali fossero già in città soli come cani e senza niente da fare di andare a prendere una birra nel pub vicino l'università. Quello della carbonara buona e delle commesse affascinanti, per capirci.
L'appello è stato recepito con favore e in primis ho conosciuto il ragazzo di cui sopra, un afghano 27enne smilzo e molto più 'cazzone' di quanto non si direbbe a prima vista. L'ho portato a fare un giro della nostra nuova università, mostrandogli i giardini, la biblioteca e il campus e poi abbiamo aspettato davanti al pub gli altri che sarebbero dovuti venire.
Il secondo arrivato è un altro ragazzo 27enne egiziano che ha studiato anche in California e che penso avesse muscoli per tutti e 3. Insieme abbiamo deciso di aspettare gli altri -ammesso che ci fossero- dentro al pub, visto che si era fatta un'ora tarda e avevo precedentemente concordato con il ragazzo afghano che avremmo cenato nel locale (lui stava morendo di fame alle 19, erano ormai le 20.45).
Entriamo nel locale e loro due si chiedono, ridendo, se bevessero alcolici (suppongo perchè entrambi provenienti da paesi islamici) e a quanto pare si, entrambi li bevono. Sotto mio consiglio il tipo afghano ordina una carbonara e io prendo una bolognese (ho scoperto che sono fissati con il ragù all'estero...), ordiniamo le birre e via.
Dopo che avevamo finito di mangiare (io tutto il piatto e lui metà, d'altronde ci doveva essere un motivo per il quale era così magro) arriva un quarto membro della compagnia: un turco 26enne ingegnere informatico come me.
Siamo rimasti a chiacchierare fino alle 23.30 circa quando gli altri, che dovevano tornare a casa con gli autobus hanno giustamente palesato tale urgenza.
Il fatto curioso è che l'afghano ha preferito chiamare un taxi perchè 'era sera'. Io adesso non voglio scadere nei luoghi comuni, ma dopo aver vissuto a Kabul per anni, non sei sicuro a Tallinn?!
Ad ogni modo siamo tornati a casa ognuno col rispettivo mezzo (i piedi, nel mio caso) ed è terminata così una giornata nata fiacca e terminata eccitante.
Devo dire infatti che tutti quanti mi sono sembrati tipi svegli e di un carattere compatibile col mio (che non è facile). Ovviamente è molto stimolante il parlare con persone di cultura diversa , dunque potrei essere fuorviato, ma chissenefrega in ogni caso.
Si conferma inoltre il fatto che molto probabilmente sarò il più giovane di tutto il corso.
La mattina successiva, ieri, era l'indipendence day estone , festa nazionale. Alle 10 di mattina mi scrive Muhammad (così si chiama il ragazzo afghano) che mi chiede se avessi fatto già colazione e se lo avrei accompagnato al centro della città, perchè doveva cambiare i soldi , visto che era partito solo con dollari americani.Accetto volentieri la proposta e decido di fargli un minimo da Cicerone, per quanto possibile , utilizzando l'esperienza che mi ero fatto nei giorni precedenti. Lo porto a fare la tessera dell'autobus e mi rendo conto poco dopo che il sistema di trasporto pubblico non gli è famigliare. Mi sono sinceramente chiesto se lo abbiano a Kabul, anche se forse potrei chiederlo ai centinaia di nostri soldati che sono lì a portare la guerra...
Nonostante le difficoltà riusciamo ad arrivare al centro della città, ma non andiamo nella Old Town, andiamo verso la parte moderna.
Anche questa zona della città è molto bella a dire il vero, piena di grattacieli (o comunque palazzi altissimi) tutti in vetro. Ci dirigiamo verso un enorme centro commerciale (Keskliin Keskus) dove dovrebbero esserci dei cambiavalute.
Come entriamo mi rendo conto che mi innamorerò di metà delle ragazze che avrei incontrato di lì a poco, e invece mi sbagliavo:erano i due terzi.
Nonostante le varie pause di osservazione M. riesce a cambiare i suoi soldi a un tasso anche piuttosto conveniente e a comprare una sim per il telefono.
Completati questi doveri, decidiamo di andare alla ricerca di un posto dove mangiare che sia allo stesso tempo buono ed economico.
M. non ha mai mangiato nordico,nè italiano, nè giapponese nè americano, dunque mi prendo carico del duro fardello di decidere dove mangiare.
Ovviamente per me la scelta del ristorante è cruciale, dunque abbiamo camminato circa 1h prima di trovare un ristorante che facesse per noi. Io leggo il menù e , nonostante non avessi capito che tipo di cucina fosse, decido di entrare.
Poco dopo avrei scoperto che era cucina vietnamita, e credo che il piatto che mi sono mangiato fosse pollo con peperoni, cipolle, porro e non ho idea di cosa altro, ma comunque era buono e me lo sono finito.
M. ha mangiato poco come, deduco, suo solito e ha provato per la prima volta la salsa di soia (mentre io ne abusavo gli è sorta la curiosità).
Una delle cameriere era molto carina e dunque sono stato molto propenso a fare da intermediario per entrambi.Dividiamo il conto e ce ne andiamo. Lui comincia ad accusare la stanchezza, così decidiamo di avviarci verso le rispettive case.
Avendo capito la poca dimistichezza che aveva con gli autobus, lo accompagno alla fermata dell'autobus che l'avrebbe condotto in albergo e aspetto con lui che passi l'autobus giusto, dopodichè torno a casa.
E' qui che scopro della lettera della società elettrica e, il tempo di tradurla con google translator (era rigorosamente in estone), capisco cosa avrei dovuto fare il giorno dopo.
Mi sono baloccato per casa fino alla sera quando, dopo cena , mi sono visto un altro dei pochi film che ho sul portatile, Immaturi - Il viaggio. Devo dire che non me lo ricordavo benissimo e mi è anche piaciuto. Un complimento speciale ad Anna la spagnola è d'uopo, ovviamente.
Finito il film, controllata la situazione blatte, me ne sono andato placidamente a dormire.
Stamattina mi sono alzato svogliatamente, ma sapevo che andare al customer center della società elettrica per aiutarmi a compilare il contratto era un must.
Così, dopo una doccia e qualche capriccio, mi incammino. Oggi alle 12.18 mi scadeva la tessera dell'autobus e , per quanto penso che i controllori qui siano una leggenda metropolitana, non mi va di fare il furbo. Per fortuna sono partito da casa verso le 10.30, arrivando a destinazione circa mezz'ora dopo.
Arrivato il mio turno , mi trovo a parlare con una bellissima ragazza (o signora? Secondo me era 35enne) estone che parlava poco inglese e non faceva altro che scusarsi per questo. Francamente per me, come le ho detto, l'importante era capirsi e soprattutto non sono io certo un conferenziere di Oxford (ho tralasciato la parte che era così affascinante che non le avrei mai detto nulla nella storia). Comunque, anche con la barriera linguistica, riesco a concludere questo contratto e saluto calorosamente la ragazza che continuava a scusarsi facendole capire che mi è stata molto utile e che la ringraziavo molto.
Tornato a casa mi preparo un pranzo al volo, la solita pasta - altrimenti mi andava a male il sugo della Barilla - e poi decido di andare a completare un'altra missione: internet a casa.
Sono andato esattamente all'ufficio della STV che pensavo non fosse per i clienti scoprendo che invece è solo per i clienti! Ho parlato prima con una ragazza che mi ha indirizzato alla collega perchè lei non parlava bene inglese. Purtroppo l'offerta che volevo (30/10 Mb/s D/U per 8 euro al mese) non potevo farla avendo un contratto di casa solo per un anno, così mi sono dovuto accontentare di una 10/10 a 15 al mese. Lunedì , se ho capito bene, dovrebbe venire il tecnico a casa per configurare il tutto. Mi chiedo cosa ci sia da configurare se dentro casa mi entra solo un cavo LAN, che dovrò attaccare direttamente al pc (o forse con un router riuscirò a fare una sottorete wifi,chi lo sa) , ma non fa niente.
Completate le ultime due missioni burocratiche rimaste (ad eccezione del conto in banca , e non mi soffermerò sulle ragazze della SwedBank perchè altrimenti venite ad aprire il conto e mi fate trovare la fila) me ne torno a casa , la pulisco a fondo , preparo una misera cena con quello che è rimasto nel frigo e mi metto qui, a scrivere, prima di vedere uno dei due film rimasti a disposizione (5 giorni fuori e gli stagisti). Ora vi lascio che devo decidere.
P.s.
Se fossi in voi mi sarei chiesto "ma possibile che dovunque va questo c'è sempre ' la ragazza di..' , 'la commessa di..' ecc..?". Ebbene, non ho idea di quello che facciano gli uomini in Estonia, perchè nei negozi, sugli autobus, in banca, nei ristoranti ci sono solo ed esclusivamente donne. Forse gli uomini curano la struttura informatica , visto che le donne non sanno programmare ? Era una battuta. *scappa via dalle femministe*.

