venerdì 21 agosto 2015

Allora, in un ristorante ci sono un afghano un turco e un italiano...

Eccomi qui, qualche giorno di ritardo ma non ho abbandonato il mio blog.
Questi 3 giorni sono stati abbastaza pieni rispetto allo standard in cui mi potevo permettere di andare 2 o 3 volte al giorno al supermercato giusto per riempirmi la giornata.
Mercoledì è iniziato con una pigrizia allucinante. Avevo la spesa fatta dai giorni prima, come dicevo, e non avevo nessun appuntamento o pratica da svolgere con urgenza, perciò me la sono presa veramente con tutta calma.
Mi sono alzato tardi, ho pranzato tardi e fatto tutto tardi senza la minima preoccupazione, pensando solamente ai fatti miei.
Nel pomeriggio però qualcosa ha smosso le acque. No, non la lettera della società elettrica (detta così suona da monopoli ma non saprei come altro chiamarla) che mi intima di fare un contratto altrimenti mi staccano la corrente, quella è arrivata ieri, il giorno dopo.
Il tutto è avvenuto su Facebook nel gruppo del Master che mi sto accingendo a prendere. Infatti un ragazzo ha detto di essere arrivato qui a Tallinn e di essere da solo e senza nulla da fare. Nonostante la mia innata asocialità ho fatto l'italiano e ho proposto a lui e a tutti coloro i quali fossero già in città soli come cani e senza niente da fare di andare a prendere una birra nel pub vicino l'università. Quello della carbonara buona e delle commesse affascinanti, per capirci.
L'appello è stato recepito con favore e in primis ho conosciuto il ragazzo di cui sopra, un afghano 27enne smilzo e molto più 'cazzone' di quanto non si direbbe a prima vista. L'ho portato a fare un giro della nostra nuova università, mostrandogli i giardini, la biblioteca e il campus e poi abbiamo aspettato davanti al pub gli altri che sarebbero dovuti venire.
Il secondo arrivato è un altro ragazzo 27enne egiziano che ha studiato anche in California e che penso avesse muscoli per tutti e 3. Insieme abbiamo deciso di aspettare gli altri -ammesso che ci fossero- dentro al pub, visto che si era fatta un'ora tarda e avevo precedentemente concordato con il ragazzo afghano che avremmo cenato nel locale (lui stava morendo di fame alle 19, erano ormai le 20.45).
Entriamo nel locale e loro due si chiedono, ridendo, se bevessero alcolici (suppongo perchè entrambi provenienti da paesi islamici) e a quanto pare si, entrambi li bevono. Sotto mio consiglio il tipo afghano ordina una carbonara e io prendo una bolognese (ho scoperto che sono fissati con il ragù all'estero...), ordiniamo le birre e via.
Dopo che avevamo finito di mangiare (io tutto il piatto e lui metà, d'altronde ci doveva essere un motivo per il quale era così magro) arriva un quarto membro della compagnia: un turco 26enne ingegnere informatico come me.
Siamo rimasti a chiacchierare fino alle 23.30 circa quando gli altri, che dovevano tornare a casa con gli autobus hanno giustamente palesato tale urgenza.
Il fatto curioso è che l'afghano ha preferito chiamare un taxi perchè 'era sera'. Io adesso non voglio scadere nei luoghi comuni, ma dopo aver vissuto a Kabul per anni, non sei sicuro a Tallinn?!
Ad ogni modo siamo tornati a casa ognuno col rispettivo mezzo (i piedi, nel mio caso) ed è terminata così una giornata nata fiacca e terminata eccitante.
Devo dire infatti che tutti quanti mi sono sembrati tipi svegli e di un carattere compatibile col mio (che non è facile). Ovviamente è molto stimolante il parlare con persone di cultura diversa , dunque potrei essere fuorviato, ma chissenefrega in ogni caso.
Si conferma inoltre il fatto che molto probabilmente sarò il più giovane di tutto il corso.
La mattina successiva, ieri, era l'indipendence day estone , festa nazionale. Alle 10 di mattina mi scrive Muhammad (così si chiama il ragazzo afghano) che mi chiede se avessi fatto già colazione e se lo avrei accompagnato al centro della città, perchè doveva cambiare i soldi , visto che era partito solo con dollari americani.Accetto volentieri la proposta e decido di fargli un minimo da Cicerone, per quanto possibile , utilizzando l'esperienza che mi ero fatto nei giorni precedenti. Lo porto a fare la tessera dell'autobus e mi rendo conto poco dopo che il sistema di trasporto pubblico non gli è famigliare. Mi sono sinceramente chiesto se lo abbiano a Kabul, anche se forse potrei chiederlo ai centinaia di nostri soldati che sono lì a portare la guerra...
Nonostante le difficoltà riusciamo ad arrivare al centro della città, ma non andiamo nella Old Town, andiamo verso la parte moderna.
Anche questa zona della città è molto bella a dire il vero, piena di grattacieli (o comunque palazzi altissimi) tutti in vetro. Ci dirigiamo verso un enorme centro commerciale (Keskliin Keskus) dove dovrebbero esserci dei cambiavalute.
Come entriamo mi rendo conto che mi innamorerò di metà delle ragazze che avrei incontrato di lì a poco, e invece mi sbagliavo:erano i due terzi.
Nonostante le varie pause di osservazione M. riesce a cambiare i suoi soldi a un tasso anche piuttosto conveniente e a comprare una sim per il telefono.
Completati questi doveri, decidiamo di andare alla ricerca di un posto dove mangiare che sia allo stesso tempo buono ed economico.
M. non ha mai mangiato nordico,nè italiano, nè giapponese nè americano, dunque mi prendo carico del duro fardello di decidere dove mangiare.
Ovviamente per me la scelta del ristorante è cruciale, dunque abbiamo camminato circa 1h prima di trovare un ristorante che facesse per noi. Io leggo il menù e , nonostante non avessi capito che tipo di cucina fosse, decido di entrare.
Poco dopo avrei scoperto che era cucina vietnamita, e credo che il piatto che mi sono mangiato fosse pollo con peperoni, cipolle, porro e non ho idea di cosa altro, ma comunque era buono e me lo sono finito.
M. ha mangiato poco come, deduco, suo solito e ha provato per la prima volta la salsa di soia (mentre io ne abusavo gli è sorta la curiosità).
Una delle cameriere era molto carina e dunque sono stato molto propenso a fare da intermediario per entrambi.Dividiamo il conto e ce ne andiamo. Lui comincia ad accusare la stanchezza, così decidiamo di avviarci verso le rispettive case.
Avendo capito la poca dimistichezza che aveva con gli autobus, lo accompagno alla fermata dell'autobus che l'avrebbe condotto in albergo e aspetto con lui che passi l'autobus giusto, dopodichè torno a casa.
E' qui che scopro della lettera della società elettrica e, il tempo di tradurla con google translator (era rigorosamente in estone), capisco cosa avrei dovuto fare il giorno dopo.
Mi sono baloccato per casa fino alla sera quando, dopo cena , mi sono visto un altro dei pochi film che ho sul portatile, Immaturi - Il viaggio. Devo dire che non me lo ricordavo benissimo e mi è anche piaciuto. Un complimento speciale ad Anna la spagnola è d'uopo, ovviamente.
Finito il film, controllata la situazione blatte, me ne sono andato placidamente a dormire.
Stamattina mi sono alzato svogliatamente, ma sapevo che andare al customer center della società elettrica per aiutarmi a compilare il contratto era un must.
Così, dopo una doccia e qualche capriccio, mi incammino. Oggi alle 12.18 mi scadeva la tessera dell'autobus e , per quanto penso che i controllori qui siano una leggenda metropolitana, non mi va di fare il furbo. Per fortuna sono partito da casa verso le 10.30, arrivando a destinazione circa mezz'ora dopo.
Arrivato il mio turno , mi trovo a parlare con una bellissima ragazza (o signora? Secondo me era 35enne) estone che parlava poco inglese e non faceva altro che scusarsi per questo. Francamente per me, come le ho detto, l'importante era capirsi e soprattutto non sono io certo un conferenziere di Oxford (ho tralasciato la parte che era così affascinante che non le avrei mai detto nulla nella storia). Comunque, anche con la barriera linguistica, riesco a concludere questo contratto e saluto calorosamente la ragazza che continuava a scusarsi facendole capire che mi è stata molto utile e che la ringraziavo molto.
Tornato a casa mi preparo un pranzo al volo, la solita pasta - altrimenti mi andava a male il sugo della Barilla - e poi decido di andare a completare un'altra missione: internet a casa.
Sono andato esattamente all'ufficio della STV che pensavo non fosse per i clienti scoprendo che invece è solo per i clienti! Ho parlato prima con una ragazza che mi ha indirizzato alla collega perchè lei non parlava bene inglese. Purtroppo l'offerta che volevo (30/10 Mb/s D/U per 8 euro al mese) non potevo farla avendo un contratto di casa solo per un anno, così mi sono dovuto accontentare di una 10/10 a 15 al mese. Lunedì , se ho capito bene, dovrebbe venire il tecnico a casa per configurare il tutto. Mi chiedo cosa ci sia da configurare se dentro casa mi entra solo un cavo LAN, che dovrò attaccare direttamente al pc (o forse con un router riuscirò a fare una sottorete wifi,chi lo sa) , ma non fa niente.
Completate le ultime due missioni burocratiche rimaste (ad eccezione del conto in banca , e non mi soffermerò sulle ragazze della SwedBank perchè altrimenti venite ad aprire il conto e mi fate trovare la fila) me ne torno a casa , la pulisco a fondo , preparo una misera cena con quello che è rimasto nel frigo e mi metto qui, a scrivere, prima di vedere uno dei due film rimasti a disposizione (5 giorni fuori e gli stagisti). Ora vi lascio che devo decidere.

P.s.
Se fossi in voi mi sarei chiesto "ma possibile che dovunque va questo c'è sempre ' la ragazza di..' , 'la commessa di..' ecc..?". Ebbene, non ho idea di quello che facciano gli uomini in Estonia, perchè nei negozi, sugli autobus, in banca, nei ristoranti ci sono solo ed esclusivamente donne. Forse gli uomini curano la struttura informatica , visto che le donne non sanno programmare ? Era una battuta. *scappa via dalle femministe*.

martedì 18 agosto 2015

Il viaggio continua...

Eccomi qui, finalmente ora ho internet , mobile, ma quanto basta per pubblicare qualcosa sul mio novello blog che rischiava di essere abbandonato subito dopo esser stato creato.
Vediamo...da dove cominciare?
Beh, direi dal principio cioè dal mio terzo giorno qui in Estonia.
Il terzo giorno è stato decisamente il peggiore fino ad ora nonchè il più lungo. Mi sono svegliato piuttosto presto la mattina, la missione del giorno era "internet": dovevo reperire più informazioni possibile o , in caso, concludere direttamente i contratti per quanto riguardava l'abbonamento internet a casa e quello del telefono.
La mattina mi decido così di intraprendere una lunga camminnata verso il centro della città nella speranza di incontrare qualche negozio di Tele2 o Elisa, che sono i principali provider per telefonia mobile , mentre già sapevo dove erano situati degli uffici della Starman e
della Stv che sono invece le principali compagnie per l'internet domestico. Premetto che i siti di tutte queste compagnie li avevo già visitati ma , essendo in estone o in russo, mi erano stati di poco aiuto.
Il primo ufficio presso il quale mi reco è quello della Starman. Da fuori sembra tutto chiuso e , cosa peggiore, sembra essere semplicemente una base operativa, non certo un luogo aperto al pubblico. Secondo la mia solita attitudine alla timidezza, decido di andarmene consolandomi che provvederò a mandare una mail.
Succede praticamente la stessa cosa all'ufficio della Stv , e dunque decido di camminare ancora sulla strada che mi collega con il centro della città dal quartiere di Kristiine. Abituato a Roma, dove su una stessa via ci saranno 4 o 5 di negozi di telefonia mobile, cammino
speranzoso finchè, dopo quasi 1 ora intera , arrivo a un punto dove la strada si fa poco percorribile a piedi e soprattutto inizio a stare un bel po' lontano da casa. Abbattuto, decido di tornare verso la zona conosciuta fermandomi però davanti all'entrata della biblioteca dell'università dove posso sfruttare il wifi e dunque cercare dove siano questi dannati negozi.

Scopro dopo vari tentativi che questi si trovano praticamente solo all'interno dei centri commerciali e , facendo una stima ad occhio, il più vicino era il Jarve Keskus, che si trova nel distretto di Nomme, poco prima del lago Ulemiste. Decido così di andare a piedi e scoprire un altro angolo di
città. La strada per arrivarci è tanto bella quanto poco pratica per camminare. Fino ad un punto si cammina comodamente su una ciclabile che, come praticamente ovunque, costeggia bellissimi parchi (Ehitajate tee) e giardini. Arrivato ad un incrocio però ho dovuto svoltare
su una strada che sembrava essere fuori dal mondo, come se fossimo in campagna. I palazzi si sono trasformati in ville/villette e ho dovuto attraversare binari del tremo che mi hanno dato l'idea di essere veramente fuori dalla città. Dopo circa 45 minuti di cammino raggiungo questo grande centro commerciale sulle cui pareti noto le insegne di Tele2 e Elisa. "Ce l'ho fatta!" penso, "stasera avrò
internet almeno per chiacchierare con i miei amici a 2500Km di distanza" . E invece così non fu. Infatti, entrato nel negozio , come un idiota sono partito sparato chiedendo i pacchetti , quelli che noi chiameremmo i contratti, e la commessa giustamente mi ha detto che per farli servivano i documenti estoni. In quel momento, appunto come un idiota, non mi è venuto in mente di chiedere se ci fossero
alternative per il quale bastavano i documenti del mio paese Natale e me ne sono semplicemente andato. 45 minuti di ritorno e passa la paura. Nel tragitto oltretutto avevo comprato due bottigliette d'acqua che pensavo fossero naturali e invece erano "Carbonated" , qualsiasi dannata cosa questo significhi. Fatto stà che l'acqua aveva un sapore quasi dolce oltre ad essere frizzante, e ho bevuto solo
quanto bastava per non morire di sete.
Diciamo che dunque a fine giornata ero stanco morto, in tutto avevo camminato più di 3 ore e mezza e non vedevo l'ora di buttarmi a casa e farmi una bella dormita fino alla mattina dopo.
Così, dopo essermi preparato una cenetta leggera a base di verdure (ok, è vero che non se ne trovano tante quante in Italia ma sono molto buone) mi sdraio sul divano pronto a vedermi un filmetto quando, grazie alla capacità di vedere movimenti che solo anni di World of
Warcraft possono portare, noto uno strano movimento sotto il mobiletto della cucina.
Dentro di me sapevo già di cosa si trattasse, ma ho voluto comunque sperare che fosse una mia allucinazione dovuta a stupefacenti presenti nell'acqua carbonata. Ahimè, dopo qualche altro secondo, i miei sospetti sono stati confermati: blatte. Blatte dentro casa mia?
Blatte a 1.5m dal mio letto?
Mi sono subito chiesto come diavolo ho fatto la notte prima a dormire e non vederle. Guardo l'orologio, erano le 22 passate, questo vuol dire che i supermercati qui vicino, che fanno 8/9-22 tutti i giorni, sono chiusi. Dirò "diamine", ma in realtà ho tirato giù tante di
quelle bestemmie che penso di averle insegnate al vicinato.
Devo decidere cosa fare: sono solo, non ho nulla per ucciderle e dovrò vincere lo schifo che provo per gli insetti.
Per buone due ore decido di restare sveglio e di ricacciare sotto al mobile ogni blatta che mette la testa fuori dall'ombra. Elaboro un piano ancora migliore: stare sveglio fino alle 7.30, uscire e andare a comprare roba per ucciderle, tornare e dormire.
Ovviamente dopo una giornata del genere ero sfinito, verso le 2.30 inizio ad accusare molto la stanchezza e solo lo schifo può tenermi sveglio. Tento allora di fare una mossa drastica: il mio palazzo ha una portineria aperta 24/7 , chiederò a loro se hanno un insetticida.
Mi vesto e scendo al piano terra. Guardo dentro la portineria e vedo un donnone dai tratti russi che sento russare da dietro i vetri.
Busso molto timidamente. Niente. Riprovo alcune volte. Niente. Temporeggio un po'. Nel frattempo noto un foglio scritto in estone e in russo sulla portineria che deduco contenga informazioni sulla vendita di un insetticida per 2 euro proprio in portineria. Traduco qualcosa con il dizionario in locale installato sul mio caro e vecchio tablet e confermo la mia intuizione.
Decido così di bussare ancora alla portineria. Dopo vari tentativi e lo sguardo incuriosito di vari inquilini del palazzo che stavano rientrando a quell'ora a casa, finalmente si sveglia la signora la quale, scrollandosi velocemente il sonno di dosso, corre ad aprire la finestrella della portineria.
Ovviamente immaginavo che non avesse un inglese da Oxford, ma non pensavo che parlasse solo russo stretto. Cerco invano di spiegarle innanzi tutto che mi dispiaceva averla svegliata, e che cercassi un insetticida. Nonostante la parola tradotta in estone di "insetticida" che la faccio vedere sul tablet non mi capisce. Allora le indico il cartello affisso sulla portineria e , non so come , riusciamo a
capirci . Le gesticolo che andrò a casa a prendere i soldi e scenderò. Mi capisce. Torno giù, e compro due di questi attrezzi. Penso di aver risolto il problema. Torno a casa e scopro che le confezioni di questa roba sono scritte solo in cirillico, e non ho la minima idea di come si usino. Sono siringhe di una sostanza giallastra, una scatola dovrebbe bastare fino a 70m^2 , da quello che diceva il cartello
sotto, fatto sta che per me due siringhe sono bastate appena per un mobiletto, visto che non avevo idea di come usarle e probabilmente le ho totalmente sprecate.
Ricado nella disperazione più totale, la mia migliore alternativa è svanita di colpo.
Mi metto l'anima in pace e decido di restare sveglio fino alla mattina.
Finalmente, verso le 5 di mattina, noto che per 20 minuti nessun essere immondo si è fatto vedere da sotto la cucina. Deduco che si siano ritirate nella loro tana e , seduto e vestito, mi addormento. Alle 7.30 suona la sveglia che avevo messo la sera prima in maniera del tutto ottimistica. Decido di sdraiarmi almeno un'ora e aspettare almeno le 8.30. Tanto ormai la battaglia sarebbe ricominciata la sera.
Comincia così il mio quarto giorno: con una sveglia alle 8.30 dopo poco più di 3 pessime ore di sonno.
La prima cosa che faccio dopo essermi lavato è uscire e andare a comprare qualcosa per questi maledetti insetti.Mi reco al Konsum, un supermercato vicino casa ed inizio a spulciare tra gli scaffali. Finalmente vedo la confezione da 6 trappole della raid scritta addirittura in italiano, compro quella e uno spray per uccidere le bestie in diretta. I 4 euro meglio spesi da quando sono arrivato.
Torno a casa e seguendo le istruzioni comodamente in italiano piazzo le trappole. Dicevano 4 ogni 12m^2. Io le ho messe tutte e 6 per non sbagliare.In tutto ciò ringrazio il cielo che qui della domenica non frega niente a nessuno e che quindi ho trovato tutto aperto.
Approfittando del fatto che sia appunto Domenica, mi decido a fare un giro per il centro della città che ancora non ho visitato.
Decido addirittura di farmi la "green card" che oltre a non essere quella americana e a non essere il film è una tessera dell'autobus ricaricabile e , in seguito quando avrò i documenti, personalizzabile che mi permetterà di utilizzare dunque i mezzi pubblici gratuitamente.
Prendo così il filobus 3 che mi porta fino a Vadabuse Valjak, o qualcosa del genere, che si trova molto vicino alla città vecchia, e inizio a gironzolare per le strade a caso, buttando un occhio verso i ristoranti visto che si è fatta l'ora di pranzo.
Devo dire che la città vecchia è molto suggestiva, i vicoli e gli scorci sono molto carini e i palazzi affascinanti. Nonostante ci siano molti turisti -tra cui, molto riconoscibili, qualche italiano- non la trovo caotica. Giro per quasi un'ora completamente randomicamente per tutte le viuzze e i vicoli che trovo, costeggio le mura, entro nei giardini, salgo, scendo, decido di perdermi lì in mezzo. Arrivata
l'ora in cui la fame si faceva sentire in maniera più decisa cerco un ristorante. Moltissimi ristoranti italiani, qualche ristorante tipo burger , ma io cerco qualcosa di locale. Chissenefrega di mangiare la pizza o la pasta (per quanto,la margherita a 3 euro mi allettava).
Trovo il primo ristorante nordico che però ha prezzi troppo alti , e decido di proseguire oltre.Dopo un po' trovo un ristorante piuttosto nascosto e leggo sul menù:" Wild boar baked under dough with vegetables and served with cranberry sauce , potato pancakes with diced tomatoes". Non ho la minima idea di come sia, ma mi attira troppo e entro.
Ordino un'insalata a caso dal menù in estone e poi, dopo che la cameriera molto carina e molto gentile mi porta quello in inglese, ordino il mio wild boar. Non sono un amante della carne, ma penso che sia stata una delle cose più buone che io abbia mai mangiato. Eccezionale veramente.
Pago il conto e mi incammino verso casa allungando un po' la strada per fare qualche giretto. La vescica sul mignolo del piede venuta a forza di camminare si inizia a far sentire.
Sulla strada di casa il mio unico pensiero era verificare se le mie adorate trappole della raid avessero funzionato. Tanto era questo il mio unico pensiero che quando passa il tram 3 lo prendo. Esatto. Tram 3, non filobus 3. Grosso errore. Me ne accorgo troppo tardi, ormai il tram è diretto a Tondi. La zona è abbastanza delosata ma carina, per fortuna è piuttosto vicina al quartiere di Kristiine, cerco la strada orientandomi col GPS su google maps e punto alla strada principale di Kristiine, che conosco almeno di vista.
Quando vi arrivo scopro che l'altezza è quasi quella alla quale sono arrivato il giorno prima, che significa altri 45 minuti a piedi.In tutto mi ci è voluta circa 1h e 10 di camminata per tornare a casa.
Oltre alla passeggiata la buona notizia è che trovo qualche blatta morta in giro per casa e deduco che le trappole stiamo funzionando.
La sera non ne esce nessuna e così decido di andare a letto presto per recuperare un po' di sonno, e perchè il giorno dopo , cioè ieri, volevo svegliarmi presto per andare a registrare il mio domicilio e richiedere la carta di identità estone.
Il mio quinto giorno comincia dunque con una sveglia alle 7.30 che diventa facilmente una sveglia alle 9 passate.
Dopo un attento controllo sulla situazione blatte, faccio colazione e mi incammino verso l'università per calcolare con google maps gli itinerari che dovrò percorrere.
Faccio tutti gli screenshot necessari e mi incammino. Coincidenza vuole che l'ufficio dove pensavo di dovermi registrare è vicinissimo alla fermata Vadabuse Valjak dove ero stato il giorno prima, dunque sono abbastanza preparato su come arrivarci (sono cintura nera di
mezzi pubblici a Roma). Trovato l'ufficio chiedo ad una gentile signora che però mi spiega che avendo il domicilio nel distretto di Mustamae , mi devo registrare presso quell'ufficio. La cosa ha anche senso in realtà. Mi da l'indirizzo , mi dice gli orari d'apertura e chiama l'ufficio per confermare che ero ben informato sui requisiti necessari per la registrazione. Dopo aver ricevuto l'ok, la saluto e
mi incammino. Vado ad una fermata dell'autobus che fortunatamente aveva il wifi (TallinnWifi) . Calcolo la strada per recarmi presso l'ufficio e vado. Arrivo alle 12.01, sapevo che l'ufficio faceva pausa dalle 12 alle 13. Non un gran problema comunque, vicino c'era un centro commerciale e decido di farmi un giro lì, mangiare qualcosa e poi tornare. Nel centro commerciale Prisma (Kristiine Keskus) trovo a sorpresa un negozio Tele2. Avevo letto su Facebook nel gruppo del mio MSc che alcuni ragazzi stranieri avevano fatto una prepagata per internet, così, forte di queste informazioni stavolta non mi faccio sorprendere. Ottengo quello che voglio: 3.49euro per 5 GB in una
settimana e poi con 9.49 Euro avrò 15GB in un mese. Ottimo. Mentre aspetto la mezz'ora di attivazione della scheda vado a cercare un posto dove mangiare. I ristoranti erano 3: uno strapiedo dal quale sono scappato, uno con il menù solo in estone che non avevo idea di cosa vendesse e una pizzeria. Preso dalla nostalgia e un po' dalla voglia decido di mangiarmi una pizza. Entrando la signora che penso fosse la padrona del locale mi guarda con occhi spalancati quando le dico in inglese che volevo mangiare, così interviene la figlia che lo parlicchia e mi prende l'ordinazione. La scelta della pizza è stata difficile, gli ingredienti erano in estone ma i nomi erano in italiano. Dopo aver dato un'occhiata ordino una 'marinara', la pizza più semplice del mondo. In Italia, forse, perchè qui, come ha senso che sia, per marinara la intendono con i frutti di mare. Dunque ottengo una pizza con mozzarella prosciutto cotto, gamberetti e cozze.
Devo dire che non era neanche male, nè la pasta della pizza nè la pizza in sè. Mi chiedo perchè ci sono arrivati gli estoni a capire che marinara non può essere la pizza rossa con aglio e noi no. Ma va bene così. Mangio e ritorno all'ufficio del distretto.
Chiedo indicazioni ad un signore molto gentile che parla un inglese stentato ma decente. Prendo il numeretto e vengo immediatamente chiamato. In tutto ci metto 6 o 7 minuti per fare tutta la procedura, i moduli sono in estone ma la signora che mi svolge la pratica oltre a parlare un buon inglese mi traduce voce per voce. Completata la registrazione mi sento sollevato quando mi viene detto che dal giorno successivo avrei potuto richiedere la carta d'identità, questo mi fa sentire più innocente per non essere riuscito a fare entrambe le cose nello stesso giorno.
Torno a casa e mi preparo la mia cenetta a base di uova. Faccio notare che il guscio delle uova estoni deve essere fatto con i carri armati avanzati dopo l'indipendenza dall'unione sovietica, visto che per romperlo tocca praticamente tirarle contro un muro (portante, se di carton-gesso io eviterei). Nonostante ciò, riesco a cucinarle e ceno mantenendo un occhio puntato sul sotto del mobile della cucina che però , da più di 12h , non dava segni di vita.
Per concludere la serata in bellezza mi vedo Natale sul Nilo sdraiato sul letto/divano essendo questo uno dei film trash che preferisco nonchè uno dei pochi film che ho sul portatile (Miss ya , popcorn time).
Fatto ciò e nel mentre chiacchierando con qualche italico amico, mi ritiro.
La giornata di oggi è stata produttiva e tranquilla. Ho dichiarato vittoria definitiva sulle blatte, che non si vedono da più di 36h , e sono andato a richiedere la carta di identità.
Ora, se dicessi "ufficio immigrazione posto nel peggiore quartiere della città" probabilmente a molti di voi verranno gli incubi. Ricordo ancora l'autobus, mi sembra fosse il 442 , che passa a Rebibbia con destinazione ufficio immigrazione e non voglio neanche immaginare il disagio che vi si trova.
Molto diverso invece è l'ufficio in Sole 61a, posto nel quartiere di Pohja , quello del porto. Nonostante la zona non fosse granchè e si notasse la differenza con zone un po' più ricche, l'ufficio era totalmente funzionante, pulito, con 22 sportelli aperti su 22, molto personale , scritte in estone russo e inglese e con arredamento visibilmente moderno o nuovo. La sala era ovale e al centro c'erano
tavoli con attorno sedie o divanetti , sui tavoli c'era materiale informativo e libri per bambini per far passare loro il tempo. Voglio far notare che mi era necessaria una fototessera per questa pratica e che per farla non ci sono come da noi le macchine che ti sfilano 5 euro per 233 foto di cui solo 4 utili, ma ci sono due macchine automatiche e gratuite all'interno dell'ufficio le quali scattano foto ma non le stampano, le inviano a un database dove restano per due settimane , e in questo lasso di tempo la foto può essere usata per tutte le pratiche online o presso gli uffici pubblici che si vuole.
Comunque, dopo non più di 10 minuti di fila vengo chiamato ad uno sportello dove una signora che parlava un buon inglese e molto gentile mi fa compilare tutte le pratiche tra cui un'application al "welcome program" che consiste in un programma gratuito volto a facilitare agli stranieri le pratiche burocratiche e a insegnare loro le basi dell'estone. Decido di farlo perchè mi sembra una buona occasione.
Fatta la pratica mi incammino nuovamente verso casa e poi vado a fare un po' di spesa, voglio mangiare un po' di pasta. Purtroppo,almeno a Konsum, passate di pomodoro o comunque sughi non pronti non se ne trovano. Decido allora di comprare un paio di sughi pronti e una
confezione di pesto che è in una bottiglietta spremibile tipo ketchup.

Pensavo fossero peggio i sughi pronti in realtà , invece sono del tutto mangiabili, oltre che oggettivamente comodi.
Dopo aver fatto questo pranzetto all'italiana, mi sono pulito tutta la mia mini-casa da cima a fondo e poi mi sono messo a scrivere questo lungo resoconto, anche solo per sentire meno la solitudine di stare in un paese straniero da solo senza conoscere nessuno nè la lingua locale.
Attendo con ansia il 26 Agosto quando cominceranno i giorni di orientamento all'università e finalmente potrò conoscere qualche povero sfigato che sta nelle mie stesse condizioni (e qualche bella estone?).

Day One- La partenza

Sveglia alle 4.30, un trauma. Tutto per colpa di Alitalia. Perchè, perchè dopo secoli che esistono i voli con scali Alitalia non mi permette di fare il check-in online?
Beh, vabbè, si arriverà prima in aereoporto. Ore 6.20 check-in al banco. Il bagaglio addizionale può essere pagato qui. Ah no, in biglietteria, vada in biglietteria e torni. Ah, però la carta d'imbarco del secondo volo non ho potuto stamparla, la chieda direttamente al gate.
Speriamo bene. Alla fine tutto andrà per il meglio, il volo Roma-Monaco partirà in orario e sarà piuttosto piacevole, nonostante la coppia di tedeschi seduta affianco decide di non scambiare neanche una parola. No, forse neanche io volevo scambiarla con loro, comunque sia un'ora e mezza passa svelta. Arrivo a Monaco,senza applauso (cosa?!), aereoporto piccolino e niente di che, tapis-roullant non funzionante, per il mio gate sono dovuto passare per un "controllo passaporti" senza controllo passaporti. Nell'aereoporto non c'è neanche una persona a dare informazioni, tant'è che per trovare il coraggio di passare questo controllo-non-controllo è stato necessario uno sguardo d'intesa con una ragazza canadese.
Ora il problema è passare le 3 ore che mi separano dall'imbarco. Oltretutto c'è il problema della carta d'imbarco, posso fidarmi della tizia di Alitalia? Ma a chi chiedo..? Faccio un giro di perlustrazione, la gente mi avrà preso per un disaddattato, ho fatto avanti e dietro almeno 4 volte quando mi decido a chiedere ad un poliziotto armato almeno quanto biondo. Si rivela piuttosto disponibile e mi dice che in effetti non ci saranno problemi. Bene così. Aspetto davanti al gate che arrivi qualcuno della compagnia, ma intanto si è fatta l'ora di pranzo.Decido di andare a spizzicare qualcosa al Ristorante dentro l'aereoporto. Dico Ristorante perchè è IL ristorante, c'è solo lui e a quanto pare lo sanno anche loro. Se così non fosse non si spiegherebbero i 5.60 euro per due tramezzini (american sandwich..) e i 3.20 euro per una mezza naturale.Prendo solo i tramezzini sotto gli occhi increduli della commessa che giustamente si chiede quanto allapperò senza bere nulla, ma spero che i miei occhi le facciano capire che morirò di sete prima di farmi derubare 3 euro per un'acqua.
Mangio e torno al gate.Quando arriva una signora le spiego il problema , e , nonostante il suo inglese terribile, riusciamo a capirci e ottengo la mia dannata carta d'imbarco. Il volo è sistemato , tutto bene. L'unico problema è il posto, vicino ad un signore anziano che a malapena si reggeva in piedi, non che la cosa mia crei troppi problemi, ma mi sento un po' bersagliato dalla sorte considerando l'ammontare di bionde a disposizione.
Anche questo volo incredibilmente arriva puntuale,parte un piccolo applauso che mi meraviglia, ma aveva intenti goliardici, non era un applauso serio come quello degli italiani che ringraziano il pilota di non averli fatti schiantare, faccio passare qualche persona prima di prendere il mio bagaglio a mano (mi sono fatto in 8 per farlo pesare meno di 8kg e non solo non lo hanno controllato, ma la gente aveva dei macigni assurdi) e finisce ovviamente che esco per ultimo dall'aereo. Saluto l'hostess che mi aveva giustamente screziato per averle detto "Good morning" alle 2 di pomeriggio e vado a pregare che le mie valigie siano integre (che ci fossero lo sapevo, dal finestrino avevo visto il lanciatore caricarle in diretta). L'aereoporto di Tallinn è meraviglioso, tutto colorato, rilassante, con ambienti divisi e confortevoli ,accoglienti. Ti senti in un parco giochi più che in aereoporto. Noto il tabellone con il countdown di quanto dovremmo aspettare per i bagagli. Tutto funziona a meraviglia, i bagagli arrivano e , con qualche difficoltà, me li carico fino all'uscita dove sono i taxi. Mi ero precedentemente informato su quali compagnie fossero partner dell'aereoporto e quali fossero ladri. Prendo il primo disponibile della Tallinna Takso (o qualcosa del genere) . A guidarlo è un ragazzo con il quale scambio due chiacchiere. E' appena stato a Milano, Asti, Alessandria e giù di lì. Gli chiedo qualcosa della città e soprattutto come si pronuncia "Akadeemia Tee" , dove è situato l'ostello verso il quale sono diretto. Scopro che la pronuncia è identica a quella italiana o quasi. Per il resto l'estone al momento è completamente incomprensibile. Mi sorprendo che dall'aereoporto all'ostello il taxi mi costa solo 10.40 euro. Gliene do 12 e faccio il signore lasciandogli il resto.
Entro in maniera poco dignitosa nell'ostello. Ogni porta ha uno zoccolo per il quale devo sollevare 30kg di valigie.Ci metto buoni 3 minuti per fare la strada che collega la porta di ingresso alla reception. Ad accogliermi è una ragazza molto gentile con un ottimo inglese. Scopro la prima cosa importante: se non paghi con la carta non sei nessuno. Anche spese di 3 euro qui si pagano con la carta. Decido di pagare con la mia postepay. Ho una camera doppia ad uso singola e ho in comune cucina e bagno con un'altra camera che è tutt'ora vuota. Suona molto come una camera intera per me. Mica male per 27 euro.
Entro in camera e mi collego al wifi. Scopro che è lo stesso dell'università e che è di una velocità disarmante, nonchè totalmente aperto.
Già so che questo significherà film in streaming o partitone a LoL prima di dormire.
Mi riposo un po' in camera, scrivo su whatsapp a qualche amico. In fondo qui sono solo e la cosa non è piacevolissima. Spero di fare qualche conoscenza nei prossimi giorni, ma temo che finchè non inizierò l'università sarà dura. Non si trovano molte persone da sole alle quali a caso si chiede di fare amicizia.
Dopo un po' decido di farmi un giro qui intorno prima di mangiare. Per il posto dove mangiare chiedo consiglio alla ragazza alla reception la quale mi dice per prima cosa che il posto che mi sta indicando ha birra economica. Faccio un piccolo giro di perlustrazione. La situazione intorno non è il quartiere Coppedè, ma di certo ho visto e vissuto di peggio. Le strade sono molto aperte , la gente si ferma sulle strisce pedonali (Si sarà sorpresa quella signora che ho ringraziato per avermi fatto passare?) , ci sono famiglie e tanti altri studenti. Qualche situazione di disagio c'è. Un vecchio dietro una rete per polli che sente la radio con una radio a manopole mi fa un po' effetto. Anche i due tipi che stavano davanti a delle macchine sportive stile San Basilio non mi sembravano galantuomini, ma ho imparato a conviverci con queste situazione negli anni. Dopo qualche giretto vado al posto che mi è stato consigliato. L'arredamento è spartano , molto adatto a studenti, ci sono i giochi da tavolo e un po' di musica. In televisione passano la puntata dei griffin in cui Stewie vuole uccidere babbo Natale, solo che il volume è a zero e i sottotitoli sono in estone, non è facilissimo ricordarsi tutte le battute, nonostante l'abbia vista più volte.
A servire ci sono due ragazze, una più affascinante dell'altra. Quella che parla meglio inglese e che mi serve è mora ed ha un sorriso che mi stende. Ci faccio un po' il mollicone , ordino una carbonara dicendole che la sfida era battermi visto che io sono cintura nera di carbonara. Dice che faranno del suo meglio. La pasta in effetti è buona , non come la mia, ma comunque buona. Mi prendo una birra Manchester niente di che, troppo leggera per i miei gusti. Finisco la pasta e la birra e la ragazza mora mi chiede , sembrando sinceramente interessata, se mi sia piaciuta e come sia andata la sfida. Le dico che la pasta era buona e non le dico che la amo. Ad ogni modo penso che tornerò presto , anche se mangiare da solo mentre ci sono tutti i gruppi è piuttosto imbarazzante, ve lo assicuro.
Tornato in camera sperimento la scomodità di non avere il bidet e poi accendo il pc.
Così termina il primo giorno di una lunga avventura.